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Perché impariamo meglio facendo

Leggere, ascoltare e guardare una spiegazione sono attività importanti per imparare. Ma spesso non sono sufficienti.

C'è una differenza significativa tra capire come si fa qualcosa e saperla realmente fare. È proprio per questo che l'apprendimento attraverso l'azione, spesso chiamato learning by doing, è così efficace.

Dalla teoria alla pratica

Quando studiamo una teoria, possiamo avere la sensazione di aver capito tutto. Finché non proviamo ad applicarla, però, non sappiamo realmente quanto abbiamo compreso.

Pensiamo, per esempio, alla programmazione. Uno studente può leggere la spiegazione di un ciclo for e riuscire a ripeterne perfettamente la definizione. Ma quando deve scrivere un programma che utilizza un ciclo per risolvere un problema concreto, possono emergere difficoltà completamente nuove.

È proprio nel momento in cui proviamo a fare qualcosa che scopriamo cosa sappiamo davvero e cosa invece dobbiamo ancora imparare.

L'errore diventa parte dell'apprendimento

Fare significa anche sbagliare.

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui l'apprendimento pratico può essere così efficace: l'errore non è più soltanto qualcosa da evitare, ma diventa un'informazione.

Se uno studente scrive un programma che non funziona, deve chiedersi:

Perché non funziona? Dove ho sbagliato? Cosa posso modificare?

Questo processo richiede di applicare le conoscenze, analizzare il risultato e correggere la propria strategia.

In altre parole, lo studente non riceve semplicemente una risposta: deve costruirla.

Il feedback è immediato

Un altro vantaggio dell'apprendimento attraverso l'azione è il feedback.

Quando facciamo qualcosa, otteniamo rapidamente un risultato. Un esperimento può riuscire o fallire. Un programma può produrre l'output corretto oppure un errore. Un esercizio può essere risolto oppure no.

Questo permette di creare un ciclo molto importante:

azione → risultato → errore o successo → riflessione → nuova azione

Ripetendo questo ciclo, lo studente può migliorare progressivamente.

È molto diverso dal limitarsi a studiare una soluzione già pronta, perché il risultato dipende direttamente dalle proprie decisioni.

Fare rende l'apprendimento più significativo

L'esperienza concreta aiuta anche a dare un significato alle conoscenze.

Una formula matematica può sembrare astratta. Una classe SQL può sembrare soltanto una serie di istruzioni da memorizzare. Un concetto di programmazione può sembrare complicato e inutile.

Quando però quelle conoscenze servono per risolvere un problema reale, acquistano uno scopo.

Uno studente potrebbe non essere particolarmente interessato alla sintassi di SQL, ma essere molto più coinvolto se deve costruire il database di un videogioco, di una biblioteca o di un negozio online.

La domanda cambia da:

"Perché devo studiare questa cosa?"

a:

"Come posso usare questa cosa per risolvere il problema?"

Il ruolo dell'insegnante cambia

In un apprendimento basato sull'azione, l'insegnante non scompare. Al contrario, il suo ruolo diventa ancora più importante.

Non deve necessariamente spiegare tutto prima che gli studenti inizino a lavorare. Può fornire gli strumenti necessari, proporre un problema, lasciare spazio alla sperimentazione e intervenire quando serve.

In questo modo la lezione diventa meno simile a una semplice trasmissione di informazioni e più simile a un percorso guidato.

L'insegnante può quindi alternare momenti diversi:

spiegazione → attività → errore → feedback → riflessione → nuova spiegazione → nuova attività

La teoria e la pratica non sono alternative. Si rafforzano a vicenda.

Non significa semplicemente "fare"

C'è però un'importante precisazione.

Imparare facendo non significa riempire la lezione di attività senza una direzione precisa.

Un'attività pratica può essere divertente e coinvolgente senza produrre necessariamente un apprendimento significativo.

Il learning by doing funziona meglio quando l'azione è accompagnata dalla riflessione.

Dopo aver completato un'attività, è utile chiedere:

Che cosa è successo? Perché è successo? Quale strategia ha funzionato? Cosa cambierei la prossima volta?

È questa riflessione che trasforma un'esperienza in apprendimento.

Anche la gamification può favorire il learning by doing

La gamification può essere particolarmente adatta a questo approccio.

Una quest può proporre un problema invece di una semplice domanda. Lo studente deve compiere delle azioni, prendere decisioni, superare ostacoli e ricevere feedback.

In ChronoQuest, per esempio, un esercizio può diventare una piccola missione all'interno di un percorso più ampio. I punti, i livelli o le ricompense non sono l'obiettivo principale: servono a dare una struttura e un feedback alle attività che lo studente sta realmente svolgendo.

Il vero obiettivo rimane sempre quello di fare qualcosa per imparare qualcosa.

Imparare non significa solo conoscere

Conoscere una regola è importante. Saperla applicare lo è ancora di più.

Per questo una buona didattica dovrebbe lasciare spazio non solo all'ascolto e alla lettura, ma anche alla sperimentazione, alla risoluzione di problemi, alla costruzione e alla creazione.

Perché spesso impariamo davvero qualcosa nel momento in cui smettiamo di limitarci a chiederci "Come funziona?" e iniziamo a chiederci:

"Cosa posso fare con quello che ho imparato?"